
Il 7 e 8 Giugno 2026, presso l’Hotel Oriente di Vico Equense, si è tenuta una conferenza su “Leadership scolastica e innovazione digitale: Intelligenza Artificiale, filiera tecnologica e governance della scuola che cambia”, organizzata nell’ambito del progetto Scuola Futura — il programma del Ministero dell’Istruzione finanziato dal PNRR per la formazione del personale scolastico sulla transizione digitale.
LabMec era presente in qualità di azienda partner per la filiera tecnologica e per i percorsi FSL ex PCTO, portando la propria esperienza di costruttore italiano di macchine CNC a diretto contatto con il mondo della scuola.
Meno eccellenze, più persone pronte: la provocazione che nessuno si aspettava
Tra gli interventi che hanno lasciato il segno c’è stato quello del Prof. Paolo V. Pedone, Presidente del CUN (Consiglio Universitario Nazionale). La sua tesi ha aperto un dibattito che raramente si sente formulare con tanta chiarezza: l’obiettivo del sistema scolastico non dovrebbe essere produrre i migliori studenti in assoluto, ma formare persone mediamente più appetibili al mondo del lavoro. Non eccellenze isolate e difficili da inserire, ma profili capaci di adattarsi, collaborare e operare in contesti reali e spesso imprevedibili.
Per chi come LabMec lavora ogni giorno al fianco di aziende alla ricerca di tecnici qualificati, questa riflessione risuona profondamente: la distanza tra ciò che la scuola produce e ciò che le imprese cercano è ancora troppo grande, e riconoscerlo pubblicamente è già un primo passo importante.
4+2: non si accorcia la scuola, si ridisegna il futuro
Sul fronte della riforma strutturale, la Prof.ssa A. Orabona, anch’essa Presidente CUN, ha illustrato il cambiamento più atteso: il modello 4+2.
La riforma introduce un percorso quadriennale di scuola superiore collegato direttamente a due anni negli ITS Academy, arrivando in sei anni complessivi al diploma di specializzazione per le tecnologie applicate. Non si tratta solo di togliere un anno, ma di ridisegnarne la finalità: i due anni presso gli ITS diventano un ponte costruito insieme alle imprese, dove le competenze digitali, tecniche e trasversali vengono coltivate su misura delle esigenze produttive.
La riforma coinvolge oltre 700 istituti tecnico-professionali e diventerà pienamente ordinamentale dal 2026, rafforzando il legame tra scuola, imprese e territorio.
Lo studente al centro: competenze per navigare il cambiamento
A rafforzare questa visione è stato anche l’intervento di Paolo Lanzilli, rappresentante dell’ITS Academy TEC MOS, che ha sottolineato la necessità di un vero cambio di paradigma nella formazione tecnica e professionale. Al centro del percorso deve esserci l’allievo, con l’obiettivo di costruire competenze non soltanto immediatamente spendibili nelle aziende partner degli ITS, ma soprattutto un patrimonio tecnico e tecnologico capace di accompagnarlo lungo tutta la sua carriera professionale.
In un mercato del lavoro che evolve con una velocità senza precedenti, la sfida non è preparare i giovani per una singola mansione, ma fornire loro gli strumenti per affrontare scenari sempre nuovi e sempre più ambiziosi.
Richiamando una celebre riflessione di Seneca — “Non possiamo dirigere il vento, ma possiamo orientare le vele” — Lanzilli ha evidenziato come il compito della scuola e della formazione sia proprio quello di insegnare a riconoscere i venti del cambiamento e a utilizzare al meglio le proprie vele. In altre parole, fornire solide basi tecniche, capacità di adattamento e consapevolezza tecnologica, affinché ogni studente possa navigare con competenza in un mondo che cambia rapidamente, assecondando le richieste del mercato e cogliendo le opportunità offerte dall’innovazione.
Chi è LabMec: macchine italiane, idee concrete
In questo scenario LabMec non è una semplice comparsa.
Nata come realtà in un piccolo garage, LabMec si è trasformata nel tempo in un’azienda strutturata con progettisti, ingegneri, tecnici e operai qualificati che lavorano fianco a fianco. Progetta e costruisce macchine CNC, robot e prototipi per il settore industriale e della ricerca, trasferendo competenza anche attraverso corsi di formazione e consulenze.
Le macchine LabMec lavorano legno, alluminio, marmo, compositi, plastiche e molto altro, ma soprattutto vengono customizzate in base alle esigenze dei clienti.
Quando l’azienda entra in aula: i percorsi FSL con le scuole
Il rapporto con la scuola è uno dei fronti su cui LabMec investe con convinzione crescente. L’azienda affianca istituti tecnici e professionali nella progettazione, installazione e configurazione di laboratori CNC e STEM su misura per le singole esigenze.
I percorsi FSL ex PCTO che LabMec ospita non sono semplici ore di osservazione: sono esperienze in cui gli studenti entrano in contatto con un processo produttivo reale, dalla progettazione CAD all’assemblaggio, dalla programmazione del controllo numerico alla verifica della qualità.
L’obiettivo è che chi esce da quel percorso abbia visto — e toccato — com’è fatta davvero una macchina utensile made in Italy.
Co-progettare, non solo ospitare: la sfida che raccogliamo
Il convegno di Vico Equense ci ha però interrogati anche su quello che ancora manca.
Se la scuola sta evolvendo nei tempi, nei contenuti e nelle aspettative, anche le aziende devono farlo. Interfacciarsi con il mondo scolastico non significa più semplicemente ospitare uno stagista: significa co-progettare percorsi, dialogare con i docenti, aggiornare continuamente i profili di competenza richiesti, e restituire alla scuola un feedback onesto su cosa funziona e cosa no.
La riforma prevede anche la collaborazione con docenti esterni provenienti dal mondo delle imprese per colmare le lacune di competenze tecniche — una porta aperta che LabMec sta varcando già in molti istituti.
Il talento di domani si forma oggi: il nostro impegno
L’azienda che vuole formare i talenti di domani deve entrare nella scuola oggi, non aspettare che arrivino alla propria porta già pronti.
Questi due giorni a Vico Equense lo hanno confermato: la volontà e le idee non mancano, da nessuna delle parti, quello che serve è continuare a tenere aperto il dialogo tra dirigenti scolastici, docenti, imprese e istituzioni senza che ognuno rimanga nel proprio recinto.
Sei una scuola o un istituto interessato a costruire un percorso FSL con LabMec o a dotarti di un laboratorio CNC? Scrivici — siamo pronti al confronto.
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