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Scuole che guardano al futuro: la rivoluzione silenziosa dell’istruzione tecnica

C’è una rivoluzione in corso nelle scuole italiane. Non fa rumore, non finisce sui giornali nazionali, non occupa i dibattiti televisivi eppure accade ogni giorno, tra le mura degli istituti tecnici e professionali di tutta Italia, dove insegnanti appassionati, dirigenti lungimiranti e personale laboratoriale competente stanno trasformando l’idea stessa di formazione. Una trasformazione concreta, tangibile, fatta di macchinari all’avanguardia, spazi ripensati e una visione chiara: preparare i ragazzi non a superare un esame, ma ad affrontare un mercato del lavoro reale, in continua evoluzione. È anche grazie alle macchine CNC per scuole che questo cambiamento sta prendendo forma.

Il laboratorio come cuore pulsante della scuola

Per troppo tempo il laboratorio scolastico è stato considerato un accessorio, quasi un lusso. Un posto dove andare “ogni tanto”, con strumenti datati e macchinari che raccontavano di un’industria che non esiste più.

Oggi qualcosa è cambiato profondamente. I laboratori, soprattutto quelli delle materie STEM, stanno tornando al centro del progetto educativo, specialmente negli istituti tecnici e professionali, dove la formazione pratica è la vera spina dorsale del percorso di studi.

Questo cambiamento non è casuale, è il risultato di una sinergia tra risorse finanziarie e la sensibilità di chi quella scuola la vive ogni giorno dall’interno.

I fondi che rendono possibile il cambiamento: FESR e POC

Parlare di innovazione scolastica senza citare i fondi europei sarebbe raccontare solo metà della storia.

I bandi FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e POC (Programma Operativo Complementare) hanno rappresentato per molti istituti una vera e propria boccata d’ossigeno, consentendo investimenti che altrimenti sarebbero stati semplicemente impossibili.

Grazie a questi strumenti di finanziamento, scuole che per anni avevano fatto i conti con laboratori fermi al passato hanno potuto acquistare macchinari professionali, rinnovare gli ambienti didattici e dotarsi di tecnologie che fino a poco tempo fa si trovavano solo nelle aziende.

Non si tratta di acquisti simbolici o vetrina: parliamo di investimenti strutturali che cambiano in modo sostanziale la qualità della formazione offerta agli studenti.

Le persone che fanno la differenza

I fondi, però, sono solo uno strumento, a fare la differenza vera sono le persone e qui vale la pena fermarsi un momento a riconoscere il merito di chi, spesso in silenzio, si impegna quotidianamente per portare innovazione nelle proprie scuole.

I dirigenti scolastici che credono nel valore di un laboratorio ben attrezzato e si battono per intercettare ogni opportunità di finanziamento disponibile.

I DSGA che navigano con competenza la complessità burocratica dei bandi europei, trasformando opportunità astratte in realtà concrete.

I docenti — soprattutto quelli delle discipline tecniche e laboratoriali — come il Prof. Velotti ed il Prof. Balestrieri dell’Istituto Giordani-Striano di Napoli, che non si accontentano di insegnare su libri che raccontano una realtà superata, ma vogliono che i loro studenti tocchino con mano le tecnologie che troveranno nelle aziende.

Sono queste persone il vero motore dell’innovazione scolastica. Persone che hanno scelto di investire tempo, energia e passione per offrire ai propri ragazzi qualcosa di più di un titolo di studio: un vero vantaggio competitivo nel mondo del lavoro.

Formare per il futuro: la sfida dell’istruzione tecnica oggi

Il mercato del lavoro chiede competenze sempre più specifiche e aggiornate.

Le aziende manifatturiere, i laboratori artigianali avanzati, le realtà della subfornitura industriale cercano tecnici che sappiano già come si usa una macchina CNC, che abbiano già visto all’opera una macchina a taglio laser, che non debbano ricominciare da zero una volta entrati in azienda.

In questo scenario, la qualità del laboratorio scolastico non è un dettaglio: è un elemento determinante nella costruzione del profilo professionale di un giovane. Un ragazzo che ha trascorso ore a lavorare su macchinari professionali durante la scuola arriva al primo lavoro con una marcia in più e le aziende se ne accorgono!

Ecco perché l’innovazione dei laboratori non è solo un tema pedagogico: è un tema economico e sociale. Significa investire nel capitale umano del paese, ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, dare ai giovani molte più opportunità di lavoro.

LabMec e le scuole: macchine CNC per una formazione concreta

In LabMec siamo convinti da sempre che l’innovazione nei laboratori scolastici sia una causa che vale la pena sostenere. Non solo a parole. Lo facciamo affiancando concretamente gli istituti tecnici e professionali in ogni fase del processo: dalla scelta della macchina più adatta alle esigenze didattiche, all’installazione, fino alla formazione del personale.

Le nostre macchine CNC vengono scelte da un numero sempre crescente di istituti tecnici e professionali in tutto il territorio nazionale e ogni volta che entriamo in una scuola portiamo con noi la consapevolezza di quanto sia importante quel momento.

Un esempio concreto e recentissimo arriva da Napoli.

Il 19 febbraio scorso siamo stati al Giordani Striano, uno degli istituti tecnici più attivi e dinamici della città, per consegnare e installare una nostra macchina a taglio laser. A volere con forza questa acquisizione sono stati i professori di meccanica dell’istituto, ing. Pasquale Velotti e ing. Domenico Balestrieri, tecnici appassionati che hanno individuato nello strumento giusto la chiave per fare un salto di qualità nella formazione dei loro studenti. Non si sono accontentati di quello che c’era: hanno lavorato, si sono attivati, hanno creduto che i loro ragazzi meritassero di più.

Macchina taglio laser Prometeo LabMec installata laboratorio Istituto Giordani-Striano Napoli

Vedere una macchina come la nostra entrare in un laboratorio scolastico e sapere che da domani sarà quella stessa macchina a formare i tecnici di domani è qualcosa che ci riempie di orgoglio e ci ricorda perché facciamo questo lavoro.

Questo è il tipo di rapporto che vogliamo costruire con le scuole: non una semplice fornitura, ma una vera partnership tra istituti e aziende del territorio, ciascuno con il proprio ruolo, uniti da un obiettivo comune. Chi vuole approfondire come pantografi CNC e taglio laser lavorino insieme può scoprire di più sul nostro blog.

Perché quando una scuola cresce, cresce tutto il tessuto produttivo che la circonda e noi siamo felici di essere parte di questa storia.

Contattaci per portare l’innovazione nel tuo istituto →

Labmec, Macchine CNC

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